Il Dossier di Terre di Mezzo sui cammini nel 2025

L’Italia che si scopre camminando

Ci sono numeri che raccontano una tendenza.
E poi ci sono passi che raccontano un cambiamento.

Negli ultimi anni, sempre più persone hanno scelto di attraversare l’Italia a piedi. Non per arrivare prima, ma per arrivare meglio. Non per consumare luoghi, ma per entrarci dentro, lentamente.

Il dossier dedicato ai cammini italiani restituisce proprio questo: non solo una fotografia, ma una direzione.


Un Paese che si rimette in cammino

Camminare in Italia non è più un’esperienza di nicchia.

Crescono i viandanti, crescono i percorsi, crescono le storie. Migliaia di persone ogni anno infilano lo zaino sulle spalle e scelgono sentieri che attraversano borghi dimenticati, montagne silenziose, campagne vive.

I numeri raccontano una crescita che non passa inosservata.
Solo un anno prima, nel 2024, i camminatori certificati erano 191.465, una cifra già considerata prudente.

Nel 2025, però, il salto è stato evidente: un aumento del 56% che parla da solo. Un’espansione che non riguarda soltanto chi parte, ma anche i percorsi disponibili. Oggi i cammini censiti in Italia sono circa 250, e di questi 160 hanno contribuito attivamente fornendo dati e informazioni.

Segno che il fenomeno non è solo in crescita, ma sta diventando sempre più diffuso e strutturato.

Nel 2025 si è registrato un vero salto: oltre 300.000 persone in cammino lungo la Penisola .
Un numero che non è solo statistica, ma segnale.

Segnale che qualcosa sta cambiando nel modo di viaggiare.


Dove il passo lento fa rinascere i luoghi

I cammini non sono solo esperienza personale.

Sono anche economia gentile.

Ogni passo lascia una traccia: un pernottamento, un pasto, una sosta. Piccoli gesti che, messi insieme, diventano una risorsa concreta per territori spesso fragili, lontani dai grandi flussi turistici.

Si parla di centinaia di milioni di euro che restano nelle aree interne, sostenendo chi lì vive e resiste .

Ma più dei numeri, conta l’effetto: i cammini riportano vita dove sembrava essersi fermata.


Non solo percorsi, ma comunità

Camminare significa anche incontrare.

Chi parte lo fa per motivi diversi: natura, silenzio, ricerca personale, desiderio di semplicità. Ma lungo la strada accade sempre qualcosa in più.

Si creano relazioni.

Tra chi cammina e chi accoglie. Tra chi arriva e chi resta. Tra storie diverse che, per qualche chilometro, si intrecciano.

E così i cammini diventano una rete invisibile che tiene insieme il Paese.


Il viaggio come ritorno all’essenziale

In fondo, ciò che emerge non è solo una crescita di presenze o di itinerari.

È una scelta.

Quella di rallentare.
Di dare valore al tempo.
Di riscoprire un modo più umano di muoversi.

Camminare oggi è anche una risposta: al rumore, alla fretta, alla distanza che spesso mettiamo tra noi e i luoghi.


Un futuro che parte dai piedi

L’Italia, con la sua trama fitta di sentieri, continua a rivelarsi passo dopo passo.

Non serve andare lontano.
Basta mettersi in cammino.

Perché ogni strada, se percorsa lentamente, diventa una storia.
E ogni storia, condivisa, diventa un pezzo di futuro.