“Io non lascio tracce”: esce la guida al benessere in cammino
È disponibile da oggi una nuova risorsa per chi vive o vuole vivere l’esperienza del camminare: si chiama “Io non lascio tracce” ed è una guida dedicata al benessere lungo i cammini, frutto di mesi di lavoro che ha coinvolto numerose realtà del mondo del turismo lento e a piedi. Il progetto è firmato da Italia Che Cambia e Movimento Lento, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, e nasce concretamente sul Cammino di Oropa, pur essendo pensato come modello replicabile su altri itinerari italiani.
Più che un semplice manuale pratico
La guida non si limita ai consigli classici su zaino e attrezzatura, anche se non manca chi si chiede cosa portare con sé o come scegliere bene una guida professionale per affidarsi a chi organizza i cammini. Il valore aggiunto sta negli approfondimenti meno scontati: gli effetti fisici e psicologici di una camminata prolungata, quali ormoni vengono attivati dal movimento costante, come affrontare un cammino in famiglia con bambini piccoli, e — tema sempre più attuale — come gestire la crescita dei flussi di camminatori senza scivolare nei problemi di overtourism che già oggi toccano percorsi celebri come il Cammino di Santiago.
Proprio questo equilibrio tra diffusione del turismo a piedi e tutela dei territori attraversati è uno dei fili conduttori della guida: i cammini portano benefici economici e sociali concreti, specialmente nelle aree interne e marginali, ma richiedono anche un approccio consapevole per non trasformarsi in un problema per le comunità che li accolgono.
Non solo un testo scritto
Al progetto sono collegati anche un documentario e una serie di podcast, pensati per raccontare gli stessi temi con linguaggi diversi. La guida sarà presentata ufficialmente venerdì 12 giugno alle 18:30 durante il festival Richiamo del Bosco.
Perché può interessarti
Per chi organizza o vive cammini in Italia, “Io non lascio tracce” offre uno sguardo che va oltre la logistica del singolo percorso e tocca temi che riguardano da vicino anche chi gestisce accoglienza e ospitalità lungo le vie storiche: dal benessere di chi cammina alla sostenibilità dei territori che lo accolgono.

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