Trecentomila italiani in cammino: non è più una nicchia (e si vede dai numeri)

C’è chi lo chiama “turismo lento”, chi lo vive come bisogno di natura, chi lo sceglie per rimettere ordine in testa. Qualunque sia la porta d’ingresso, una cosa è chiara: in Italia si cammina sempre di più. Questo è emerso a Fa’ la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico, organizzata da Terre di mezzo Editore.

Nel 2025 i camminatori sono stati 300.046. Un salto enorme, con un +56% rispetto all’anno precedente. E non parliamo di impressioni: questi dati arrivano da un osservatorio basato su migliaia di questionari e validazioni scientifiche, quindi raccontano un fenomeno reale, misurabile, ormai strutturato.

Quanto si cammina davvero (spoiler: più di un weekend)

La media di viaggio è di 7,4 giorni: segno che spesso non si tratta di una semplice “camminatina”, ma di un’esperienza completa, con tappe, zaino, accoglienza, pernottamenti.

E infatti, messi insieme, i camminatori hanno generato oltre 2,4 milioni di pernottamenti in un anno. Tradotto: il cammino non è solo un’idea romantica, è anche un modo concreto di far vivere territori, soprattutto quelli più “fuori rotta”.

Il cammino muove economia (proprio dove serve)

La spesa media dichiarata è di 87,29 euro al giorno, e l’impatto complessivo stimato sul territorio arriva a circa 336 milioni di euro.

E la cosa interessante è dove finiscono questi soldi: non solo nelle grandi città, ma in paesi piccoli, bar di tappa, alimentari, strutture familiari, ostelli, botteghe. Il turismo a piedi è uno dei pochi che riesce a “distribuire” davvero.

In più:

  • il 77% si ferma a cena al ristorante

  • il 57% prolunga la permanenza con qualche giorno di vacanza dopo aver concluso il cammino

  • prima di partire si compra: guide, abbigliamento, scarpe, attrezzatura (perché sì, a un certo punto le suole salutano 😅)

Tecnologia sì, ma la guida cartacea resiste

Quasi un camminatore su due segue il tracciato con GPS sul telefono, ma le guide cartacee restano forti e presenti. In pratica: ci piace la comodità, ma vogliamo ancora “sentire” la strada.

Il 2025 ha spinto (anche) per il Giubileo, ma il trend era già in corsa

Il 2025 è stato un anno particolare e i cammini diretti verso Roma hanno corso forte, ma la crescita era già evidente negli anni precedenti (con aumenti importanti anche nel 2023 e nel 2024). Insomma: non è un fuoco di paglia. È un’onda lunga.

Su alcuni itinerari, ad esempio, sono aumentati tantissimo anche i documenti di arrivo (i “testimonium”) rilasciati ai pellegrini.

Chi cammina oggi? Più vario di quanto pensiamo

Dimentichiamoci lo stereotipo “solo pensionati con bastoncini” (che peraltro, viva i bastoncini). I dati mostrano un pubblico molto più ampio:

  • 27% sotto i 45 anni

  • 32% tra 56 e 65

  • per la prima volta gli uomini superano di poco le donne

  • molti camminano in Italia: 81% sceglie percorsi nel nostro Paese (Santiago resta presente, ma non è più l’unico “mito”)

E poi c’è un dato che racconta bene il momento: 15% alla prima esperienza, ma una grande parte cammina abitualmente. Quindi il movimento cresce su due binari: neofiti + “dipendenti” da cammino.

Motivazioni: natura, benessere… e anche spiritualità

La spinta principale resta la natura e il benessere fisico/mentale, ma il 26% dichiara motivazioni religiose o spirituali.
Molti partono:

  • da soli (30%)

  • in coppia (39%)

Le credenziali continuano ad essere uno strumento importantissimo: danno senso al viaggio, aiutano l’organizzazione e – cosa non banale – aumentano la percezione di sicurezza e “tracciabilità” lungo il percorso.

Dove si dorme? E quanto si spende?

Le scelte di pernottamento indicano un cammino sempre più “ibrido”:

  • prevalgono appartamenti

  • poi ostelli

  • e a seguire hotel/agriturismi

E sul budget, l’immagine è molto più “popolare” di quanto si pensi:

  • la maggioranza spende tra 30 e 50 euro al giorno

  • una quota importante tra 50 e 100

  • pochissimi superano i 100 euro quotidiani


Cosa ci dice tutto questo

Che il cammino è diventato una risposta concreta a un bisogno reale: rallentare, riconnettersi, sentirsi parte di qualcosa (anche solo per una settimana). E che l’Italia, con la sua rete fittissima di itinerari, sta diventando sempre più una “terra di cammini” a tutti gli effetti.